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Povere Figlie della Visitazione di Maria 

 
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Vita Consacrata Napoli

A cura di suor Giusi Borrelli

 
 
 
La Vita Consacrata a Napoli.
La vita consacrata, fin dalle sue origini, è stata una “Vangelo aperto”, una speciale presenza del Signore Risorto, una memoria vivente del modo di esistere e di agire di Gesù.
I consacrati sono infatti chiamati a “contemplare il volto crocifisso e glorioso di Cristo e a testimoniare il suo Amore nel mondo” (Ripartire da Cristo,1).
L’ultimo convegno sulla Vita Consacrata, tenutosi nei giorni 3 e 4 Febbraio presso la facoltà Teologica di Napoli ha affrontato il tema: La Vita Consacrata a Napoli: quale vissuto”.  
Particolarmente significativo è stato l’intervento di una nostra consorella e teologa, Suor Rosanna Russo, che ha conferito sui “Profili e carismi apostolici della vita religiosa nella Napoli dell’800 e 900”.
 
“La Vita religiosa attiva a Napoli -ha affermato Suor Rosanna- ha sempre cercato di farsi carico dei problemi della popolazione, pur mantenendosi in una posizione al-quanto distaccata nelle grandi svolte storiche”. Dopo aver dato un profondo sguardo alla vita consacrata a Napoli dal 1800 fino al secolo scorso, Suor Rosanna ha riportato un’espressione di Giovanni Paolo II, circa le forme storiche della Vita Consacrata:Esse si presentano come una pianta dai molti rami, che affonda le sue radici nel Vangelo e produce frutti copiosi in ogni stagione della Chiesa. Quale straordinaria ricchezza! E’ una testimonianza splendida e varia, nella quale si rispecchia la molteplicità dei doni elargiti da Dio a fondatori e fondatrici che aperti all’azione dello Spirito Santo, hanno saputo interpretare i segni dei tempi...Sulle loro orme tante altre persone hanno cercato, con la parola e con l’azione, di incarnare il Vangelo nella propria esistenza per riproporre nel loro tempo la viva presenza di Gesù, il Consacrato per eccellenza e l’Apostolo del Padre”(Vita Consacrata, 5).
“Dobbiamo chiederci- ha continuato Suor Rosanna- se ci siamo veramente lasciati rinnovare dal Concilio Vaticano II, se la nostra vita è animata dallo spirito delle Beatitudini, se la tensione escatologica traspare dalla nostra testimonianza.
Dovremmo confrontare il nostro agire con quanto il Papa ha dichiarato sul senso della nostra consacrazione, senso che scopriamo nelprenderci cura dell’immagine divina deformata nei volti di fratelli e sorelle, volti sfigurati dalla fame, volti delusi da promesse politiche, volti umiliati di chi vede disprezzata la propria cultura, volti spaventati dalla violenza quotidiana e indiscriminata, volti angustiati di minorenni, volti di donne offese e umiliate, volti di anziani senza le minime condizioni per una vita degna”(V.C, 75).
Avviandosi alle conclusioni, suor Rosanna ci ha lasciato un’immagine molto suggestiva, dicendo: “Vorrei fermare lo sguardo sul Calvario. Dall’alto della croce Gesù dice a Maria: -Donna ecco tuo figlio -. Poi dice a Giovanni: -Ecco tua madre-.
E Giovanni l’accolse in casa sua. La tradizione fa risalire a quel momento la nascita della Chiesa. La prima comunità cristiana nasce dall’accoglienza ai piedi della croce. Pertanto l’accoglienza esprime una condizione ontologica prima che un dovere morale. Su questo esempio che ci ha lasciato Gesù, la comunità religiosa, deve accogliere l’altro, colui che è diverso, nel proprio cuore, annullando egoismi, chiusure e pregiudizi. Solo così può aver inizio una vita nuova”.  
Il convegno ha visto la partecipazione di numerosi religiosi e religiose che in uno spirito fraterno si sono confrontati sull’argomento del Convegno, convergendo su alcuni punti comuni:
·        il primato dell’Amore di Dio nella nostra vita che sposta l’attenzione sul nostro “essere consacrati” più che sul nostro “fare tante cose”;
·        l’impegno a lavorare in rete, insieme ai fratelli nella comunionalità diocesana;
·        La necessità di incarnare il carisma specifico di ogni Istituto nella realtà storica in cui viviamo, seguendo le ispirazioni dello Spirito Santo.  
 
Il convegno ha pertanto offerto degli sprazzi di speranza per noi consacrati del terzo millennio, speranza che nasce dall’incontro con Gesù vivo nell’oggi di ognuno di noi, speranza che esplode nella certezza che Colui che ci ha chiamate è Risorto e continua a condurci per mano rendendo salvifica la nostra esistenza e quella degli altri!